Gnu/Linux Debian - Installazione

L’installazione di Debian è alquanto semplice.
Personalmente prediligo la cosiddetta “netinstall” per avere un sistema solo con lo stretto necessario. Nulla vieta, comunque, durante la procedura di installazione di selezionare un ambiente di lavoro tra quelli proposti di default.

L’installazione viene spiegata senza tenere conto di altri sistemi operativi presenti sul pc.

Per prima cosa è necessario procurarsi una immagine ISO di Debian. E’ possibile scaricare tramite HTTP, FTP, Torrent. Nonostante forse risulti un pochino più lento io consiglio di scaricare tramite HTTP.
Aprendo la pagina http://www.debian.org/CD/http-ftp/ si può scegliere il mirror a noi più vicino. Una volta selezionato il mirror si seleziona la piattaforma, tipicamente i386 per le cpu dal 386 al P4/Athlon XP, e si scarica la ISO. Al termine del download è possibile verificare la ISO tramite MD5SUMS.

Per iniziare con l’installazione è necessario modificare il bios del pc di modo che usi come primo dispositivo di boot il lettore cd-rom.

Avviato l’istaller è possibile, specificare un kernel e le opzioni di boot.

Altrimenti è possibile premere il tasto [F1] per visualizzare la pagina delle opzioni come in figura. Per altre opzioni è possibile premere i tasti da [F2] a [F10]

Tipicamente si digita

linux26

per utilizzare il kernel 2.6 al posto del 2.4 di default.

Utilizzare un kernel nuovo permette di avere una maggiore garanzia di poter utilizzare le periferiche componenti il pc sul quale si sta installando Debian.

Il programma di installazione viene così avviato.

Si procede selezionando la lingua “Italian_Italia”

la nazione “Italia”

la tastiera “Italiana”. Per selezionare le voci ci si sposta con le freccine e da l’ok definitivo premendo invio.

Da notare che l’installer cambia da inglese a italiano non appena si seleziona la lingua …. italiana ovviamente!

Eseguite queste operazioni parte il rilevamento automatico dei componenti costituenti l’hardware del computer. L’attesa per il rilevamento può variare a seconda del computer e delle periferiche che lo compongono.

Rilevata la scheda di rete, parte il configuratore

Per prima cosa il configuratore prova ad interrogare la rete per agganciare un server DHCP. In caso di esito negativo è comunque possibile passare i reletivi parametri manualmente selezionando “configura manualmente”. I parametri sono: indirizzo ip, maschera di rete (subnet mask), il gateway, l’indirizzo del server DNS,, il nome del computer sulla rete, il nome del dominio o del gruppo di lavoro se non si avesse un dominio.

Un esempio di configurazione in caso di router adsl ed ip statici potrebbe essere:

indirizzo ip = 10.0.0.3
maschera di rete = 255.255.255.0
gateway = 10.0.0.2
indirizzo del server DNS = 10.0.0.0
nome del computer sulla rete = linux-box
nome del dominio o del gruppo di lavoro = casa

Dopodichè è possibile che l’autorilevamento hardware continui.

Terminata questa fase si passa all’analisi dei dischi per il necessario partizionamento.

Anche qui, il tempo di attesa può variare variare a seconda del computer e delle periferiche che lo compongono, dal numero e dalla dimensione dei dischi.

Ipotizzando che ci sia una sola unità disco, viene identificata come hda.

“hda” indica il primo disco pata selezionato come master sul canale primario. Per gli altri viene incrementata solo l’ultima lettera, quindi “hdb” per il disco slave sul canale primario, “hdc” per il disco master sul canale secondario, “hdd” per il disco slave sul canale secondario.

E’ possibile che venga chiesto se partizionare in modo automatico o manuale, Personalmente preferisco il partizionamento manuale.
Gnu/Linux può gestire fino a 4 partizioni primarie su ciascun disco, quindi questo limite non è mai da superare.
Per un corretto partizionamento è bene ricordare quali sono le partizioni fondamentali.

Al primo poso c’è sicuramente la partizione di root, individuata con “/”. Questa è la radice di tutto il sistema, contiene tutti i dati, sia quelli di sistema che le configurazioni delle varie periferiche.
Al secondo posto si ha la partizione di swap, individuata con “/swap”. E’ la partizione nella quale risiede la memoria virtuale, memoria allocata quando la memoria fisica (RAM) risulta non sufficiente. In caso di più distribuzioni installare sullo stesso pc è possibile utilizzare una sola partizione di swap per tutte.
Al terzo posto abbiamo la partizione di dati personali degli utenti, detta /home. E’ l’equivalende della cartella “documents and settigs” più la cartella “documenti” su windows. Nella /home infatti vengono memorizzati tutti i file degli utenti, e i settaggi personalizzati delle varie applicazioni. Avere la /home separata dal resto del sistema permette di reinstallare tutto senza perdere i settaggi personali.
Facoltativa è la partizione di /boot , dove verranno posizionati tutti i kernel e i dati di avvio.

Non esiste un metodo iniversale di gestire le partizioni, si utilizzano in base ai prori gusti personali, alla comodità e all’esperienza.

Detto questo è possibile iniziare a partizionare manualmente, oppure affidarsi al partizionamento automatico.

La procedura è la seguente: si seleziona il disco da partizionare (solo in caso di più dischi fissi, ovviamente)

si conferma la creazione della nuova tabella delle partizioni (in caso di disco vuoto) oppure si seleziona la tabella esistente

Si seleziona lo “spazio libero”

e poi “crea nuova partizione”

si definisce la dimensione della partizione

la dimensione della partizione può essere espressa in percentuale oppure con un numero seguito da GB per Gigabyte oppure MB per Megabyte.

si seleziona se primaria oppure logica (per la root sicuramente primaria)

si specifica se all’inizio o alla fine del disco (meglio sempre impostarle in ordine, dall’inizio del disco alla fine)

si definisce il file system (tipicamente ext3 per tutte, swap solo per la partizione di swap)

si definisce il punto di mount (la root è /)

si definisce se avviabile o meno (la root deve essere avviabile solo se non si crea la partizione /boot)

Su di un disco da 40gb io partiziono così:

1 - primaria - 1gb - avviabile - ext3 - /boot
2 - primaria - 15gb - non avviabile - ext3 - /
5 - logica - 2gb - non avviabile - swap - /swap
6 - logica - 23gb - non avviabile - ext3 - /home

Avere 1gb sulla /boot è sicuramente spazio sprecato, in caso di disco più piccolo è possibile tenerla da 200mb massimo. La /root dovrebbe essere di minimo 4gb, meglio se attorno ai 10gb in caso di utilizzo desktop. La partizione di swap di solito la si dimensiona al doppio della RAM. LA partizione /home è da dimensionare a seconda dei dati che si pensa di caricare e al numero di utenti. Eventualmente è possibile aggiungere una ulteriore partizione, denominandola /dati , piuttosto che /files della dimensione voluta.
E’ possibile comunque ripartizionare, utilizzando lo spazio eventualmente avanzato, oppure dopo aver aggiunto un nuovo disco fisso, anche dopo il termine dell’installazione.

Qui si vede come ho partizionato un disco piccolo, molto piccolo, 6,4GB.

Per terminare il partizionamento si seleziona “terminare il partizionamento e scrivere i cambiamenti sul disco”. L’installer procede alla formattazione delle partizioni e successivamente all’installazione dei file di sistema.

Definito il partizionamento si acconsente a scrivere le modifiche sui dischi

L’installazione procede

Con un po’ di fortuna viene già riconosciuta la corretta classe del processore ed installato direttamente il kernel più corretto

E’ possibile installare il boot loader (il programma che si occupa di selezionare il kernel da avviare) nell’MBR (Master boot record). Io rispondo affermativamente alla richiesta

Ancora qualche minuto per il termine dell’installazione e il cd viene espluso. Questo attesta il termine dell’installazione, è necessario premere invio su “continua” per riavviare il computer

Si toglie il cd-rom dal lettore e si attende che il kernel di default venga avviato (in alternativa si può selezionare un kernel dall’elenco).

il sistema viene avviato

si passa alla seconda fase di configurazione, fase che permette anche un agguirnamento dei pacchetti. Per l’aggiornamento è necessaria la connessione ad internet.

Si preme “ok” per la configurazione del sistema base

Si seleziona il fuso orario: GMT in caso di sistema solo Linux, altrimenti si preme “no”

Si seleziona poi il fuso orario, tipicamente “Europe/Rome”

Si definisce una password di root.

Definire la password per l’utente root è molto importante. L’utente root è l’amministratore del sistema, l’utente più “potente” che si possa avere. La password è sempre meglio che sia più lunga e complicata possibile, senza usare parole del dizionario, nomi o cognomi. Anche mischiare lettere maiuscole, minuscole e numeri aiuta. Attenzione, le lettere maiuscole o minuscole devono poi essere digitate allo stesso modo.

Mentre si inserisce la passord i caratteri digitati vengono visualizzato con degli asterischi, per impedire a terzi (presenti nella stanza) di leggere a video la nostra password.

L’utente root viene utilizzato solo durante le fasi di amministrazione del sistema, per tutto il resto del tempo si usa un utente limitato.

Inserita la password si preme invio, il sistema chiede di ripeterla per sicurezza.

Si crea un utente limitato specificandone il nome

L’utente limitato viene usato per tutte quelle attività normali che non riguardano l’amministrazione del sistema, come navigare o leggere la posta.

si specifica il nome utente dell’account lmitato

tipicamente nome e nome utente coincidono.

Si imposta la password dell’utente

e la si riscrive per conferma

si passa quindi ad impostare le fonti APT per la gestione dei pacchetti

visto che il cd-rom è utilie solo all’installazione del sistema si seleziona la fonte via hhtp

un mirror vicino a noi

e quindi si segle un mirror

si specifica l’eventuale proxy

e il sistema si collega al mirror e procede alla ricerca degli eventuali aggiornamenti

in caso di errori il sistema informa l’utente del fallimento dell’operazione

e comunque possibile ripetere la procedura e selezionare un mirror differente ripetendo la procedura

una volta raggiunto un mirror funzionante inizia l’operazione di download degli aggiornamenti

si passa quindi alla selezione del software debian

qui sono elencati vari ambienti “tipo”, nel caso della netinstall non si seleziona nulla
si selezionano quindi le voci interessare spostandosi con le freccine e si preme la barra spaziatrice per selezionare/deselezionare l’opzione, si preme poi il tasto tab per spostarsi su OK e quindi invio per confermare il tutto

viene quindi aggiornato l’elenco dei pacchetti

e poi scaricati i vari pacchetti

si imposta “italian (italiano) come wordlist predefinito

si procede alla configurazione di exim v4 selezionando “solo consegna locale; non in rete”

si procede alla configurazione dell’inoltro della posta di exim v4 specificando l’account limitato in uso

se richiesto:
si procede alla configurazione di exim v4 selezionando di NON dividere la configurazione in tanti piccoli file
si imposta “localhost.localdomain” nel sistema “mail-name”
si preme ok alla richiesta di elenco di indirizzi ip per exim
impostare 127.0.0.1 come indirizzo ip sul quale attendere connessioni SMTP in ingresso per exim

l’installazione di debian è completata

si viene riportati al prompt di linux

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